WANGECHI MUTU: TRADIZIONE vs CONSUMISMO

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Wangechi Mutu nasce il 26 maggio del 1972 a Nairobi, in Kenia. La sua formazione artistica si incrocia con uno studio che attinge anche a discipline quali l’antropologia, volte ad una visione più ampia delle culture e delle loro immagini, che vada oltre la pura ragione estetica.
Dopo aver lasciato la sua terra d’origine si trasferisce a Londra e, successivamente, a New York dove completa la sua attività di studentessa e consegue la laurea.
L’incontro di nuovi aspetti della vita e dell’esperienza umana collettiva si arricchisce in seguito ai trasferimenti della Mutu, che però mantiene sempre fresco nella sua mente il ricordo del Kenya, al quale risalgono i momenti dell’infanzia e dell’adolescenza dell’artista. Questa commistione fatta di tradizione, di radici e di scoperta di luoghi nuovi e diversi permane nella sua arte e viene registrata con un’impronta molto personale.

wangehi mutu
Attraverso l’uso del collage in particolare, Wangechi Mutu delinea uno stile ambiguo a limite tra bellezza e repulsione. Non è ben chiaro, trovandosi di fronte una sua opera, quale sensazione questa susciti in noi: i colori vivaci e brillanti spesso suggeriscono a un primo sguardo una scena piacevole e leggera, ma osservando i soggetti ci si rende conto che, dietro cromie fiabesche e incantate si celano figure mostruose o caricaturali.
L’aspetto di deformazioni grottesche dei personaggi in Mutu riportano alla mente una pittura molto più antica, quella rinascimentale. Alcuni lavori infatti propongono figure ibride, metà animali metà umani, che ricordano soggetti come quelli dipinti da Hieronymus Bosch o da Arcimboldo, richiamati non solo dalle forme ma anche dalle atmosfere.
Wangechi Mutu nelle sue opere inoltre, si schiera contro la mercificazione del corpo (in particolare quello femminile) alla quale la donna è sottoposta attraverso l’immagine che i media come la televisione ne forniscono, una mercificazione che Mutu raffigura dipingendo ad esempio grandi labbra molto simili a quelle gonfiate da silicone e chirurgia plastica; i gioielli e i glitter che spesso decorano la donna invece, sono un richiamo ai diamanti e ad alcuni territori dell’Africa sfruttati proprio perchè sedi di giacimenti di questi preziosi materiali, che sono stati anche motivo di sanguinose guerre come quella del Ruanda.
Attraverso una estetica del frammento quindi, quest’artista ripropone parti di corpi umani, teste di mostri mozzate e giacenti a terra in una versione glamour di un’atmosfera quasi medievale, adattata a denuncia contro un consumismo che divora la società giorno per giorno.
Wangechi Mutu è stata coinvolta in diverse mostre internazionali, ultime delle quali due retrospettive in corso in Australia e negli Stati UnitiWangechi Mutu

 

Lea Ficca

In : Recensioni

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