Presentato il Libro Bianco dell’Ue: 5 scenari possibili per l’Europa

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Cinque scenari plausibili, cinque possibili direzioni che l’Europa potrà intraprendere nei prossimi anni: è questo l’argomento principale trattato all’interno del Libro Bianco della Commissione Ue, vasta riflessione sulla stato dell’Unione del post-Brexit.

Ma quali sono questi scenari? Il primo segue fondamentalmente il percorso intrapreso finora ed è in piena continuità con la Dichiarazione di Bratislava; il secondo si concentra sul mercato unico; il terzo prevede invece un’Europa a velocità maggiore, a differenza del quarto che favorisce l’efficacia delle future politiche a discapito proprio della velocità; il quinto punto, infine, tratta dell’ipotesi federalista.

Il Libro Bianco, presentato al Parlamento europeo dal presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, apre in questo modo una riflessione su come l’Ue a 27 stati potrà essere entro il 2025.

Il documento viene pubblicato oggi, ha spiegato Juncker, affinché costituisca una base per la discussione al vertice di Roma del 25 marzo, un dibattito che resterà aperto anche per tutto il 2017, anno di importanti appuntamenti elettorali in Olanda, Francia, e Germania, veri test per il destino dell’Unione.

Andando più nel dettaglio, possiamo vedere come lo scenario uno, “Avanti così”, preveda di proseguire nel solco tracciato fino ad ora: ci si concentra quindi sull’attuazione del programma di riforme, ma si potranno incontrare battute d’arresto nel caso di argomenti che suscitano forti contrasti tra Paesi.

Il secondo scenario, “Solo il mercato unico” vede un’Unione focalizzata unicamente sulla politica monetaria, perché i 27 non riescono a trovare un terreno comune in un numero crescente di argomenti.

La terza idea “Chi vuole di più fa di più”, è quella dell’Europa a più velocità, dei cerchi concentrici, con un approccio più intergovernamentale, che piace alla cancelliera tedesca Angela Merkel e al presidente francese Francois Hollande, ma che alcuni Paesi osteggiano per il timore di restare indietro.

Fare meno, in modo più efficiente“, è il quarto scenario, che mantenendo l’approccio comunitario, circoscrive le aree di intervento concentrando le risorse a disposizione, per raggiungere risultati più efficaci, in tempi più rapidi.

Mentre la quinta ipotesi, “Fare molto di più insieme“, rappresenta la spinta federalista. In questo caso gli Stati condividerebbero in misura maggiore poteri, risorse e processi decisionali in tutti gli ambiti.

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