Mercati nervosi dopo l’acuirsi delle tensioni internazionali

mercati nervosi

In una settimana contraddistinta dall’acuirsi delle tensioni internazionali, collimate con il lancio della “madre di tutte le bombe” in Afghanistan e dal possibile attacco preventivo che gli USA starebbero valutando nei confronti della Corea del Nord, i mercati hanno intuibilmente reagito in maniera negativa, con accrescimento dell’avversione al rischio e con la spinta delle vendite sul mercato azionario.

Ne è derivato uno scenario non nuovo, con lo yen e i beni rifugio (oro e non solo) che si sono apprezzati, e con Wall Street e Europa chiuse per il venerdì santo, ma attese da una riapertura di settimana in fibrillazione.

Considerata la mancanza di dati sul fronte azionario (tranne quelli inglobati nei giorni lavorativi precedenti, dove FTSE MIB e agli altri principali indici di rifeirmento hanno chiuso in territorio decisamente negativo) non possiamo che dare uno sguardo a quel che accade negli altri mercati finanziari.

Sul Forex, notiamo che l’euro stia passando di mano nella parte bassa del range 1,06 – 1,07 dollari: eventuali inserimenti al di sotto di questa soglia non dovrebbero comunque essere profondi e duraturi. Lo spread è stabile a quota 210 punti, con il rendimento del decennale italiano intorno al 2,28%.

Per quanto attiene le materie prime, poco mosso il petrolio, con il greggio Wti con scadenza a maggio a quota 53,12 dollari al barile, e con il Brent che come di consuetudine si conferma più “caro”, scambiando a quota 55,89 dollari la barile.

L’oro – complice le già ricordate tensioni politiche in atto – chiude la settimana ai massimi livelli di rialzo dall’inizio dell’anno, con consegna a 1.288 dollari l’oncia (il top dallo scorso novembre).

A questo punto, come anticipato, non possiamo che cercare di prevedere quel che avverrà la prossima settimana: è molto probabile che le tensioni internazionali continueranno a perdurare, impattate negativamente anche dal ciclone Trump, con il presidente USA che ha cambiato più volte idea su temi molto importanti nel corso delle ultime settimane, e potrebbe fare la stessa cosa nelle prossime. Tempi duri, dunque, per i mercati azionari, mentre il buon momento per i beni rifugio potrebbe durare ancora per qualche tempo.

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