Allergie al nichel: combatterle si può scegliendo cibi in vetro

vetro per combattere allergie al nichel

Quante volte avete sentito l’espressione “sono allergico al nichel”? Tante probabilmente e, ad onor del vero, quando si ha tale sfortuna le accortezze da osservare per evitare disturbi e fastidi sono davvero tante.

Purtroppo si tratta di una sostanza presente non solo in ciò che mangiamo, ma anche nei contenitori in cui sono conservati i cibi. E così, evitando di scegliere una pietanza perché ricca di nichel, finiamo ugualmente di assumere tale sostanza comprando cibi nella confezione sbagliata.

Un recente studio ha dimostrato che il vero alleato per chi soffre di questi disturbi è il vetro. Scegliere dunque olio, acqua e vino in confezioni più ingombranti e costose ma sicuramente più sicure può dunque essere un grande vantaggio.

Se scegliamo contenitori in vetro per conservare le pietanze e per commercializzare alimenti e bevande, aiutiamo infatti l’organismo a tenere basso il nichel il cui tetto pro-capite è stato fissato, come dose giornaliera tollerabile, dal Consiglio Sicurezza Alimentare a 0,28 microgrammi. A spiegare nel dettaglio il fenomeno, come riportato dall’Ansa, è stato nei giorni scorsi il nutrizionista Giorgio Calabrese, docente alle università di Alessandria e Federico II di Napoli.

Il contenuto di nichel – ha precisato l’esperto citando una ricerca dell’Upo (Università del Piemonte Orinetale) – è maggiore se un alimento simbolo del made in Italy come l’olio extravergine è conservato in latta o nelle bag-in-box. Per una longevità di qualità mi auguro – ha detto il nutrizionista – di poter trovare sugli scaffali sempre più vetro e meno plastica. Occhio perciò ai prezzi-civetta e alle offerte da discount: a volte – ha aggiunto Calabrese – il prezzo degli alimenti viene abbassato perché anche il contenitore non è di pregio. E ogni volte che assumiamo cibo ossidato, diamo un insulto a tutte le pareti delle cellule perché i perossidi entrano ovunque e ossidano anche il nucleo delle cellule e quindi il Dna.

In particolare, la ricerca sul packaging ideale dell’olio di Emilio Marengo del dipartimento di Scienze e Innovazione tecnologica dell’Università di Alessandria illustrata da Elisa Robotti, ha constatato per quanto riguarda i metalli, zinco e nichel concentrazioni diverse a seconda del tipo di contenitore: la concentrazione del nichel, un metallo allergenico e tossico, risulta maggiore nei campioni conservati nella latta e nel bag-in-box, mentre quella dello zinco, un micro-elemento essenziale, presente in svariati enzimi, risulta maggiore nel vetro verde Uvag.

Non è necessario, dunque, osservare una dieta ferrea e rinunciare a tutti quei cibi che ci piacciono tanto ma, per evitare fastidiosi disturbi e concedersi lo stesso qualche sgarro, a quanto pare basta scegliere in maniera rigorosa il packaging. No alla plastica, dunque, e sì al più costoso ma sicuro vetro.

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